La fossa

19 settembre 2008

Facciamo l’elenco?

  • Economia italiana in recessione (dati Unindustria)
  • CAI (Compagnia Aerea Italiana) ha ritirato l’offerta per il salvataggio di Alitalia
  • Le banche centrali si muovono per coordianre l’immissione di 274 miliardi di dollari sul mercato a seguito dell’insabilità in America (Lehman Brothers è fallita, AIG salvata con un prestito ponte di 85 miliardi di dollari)
  • Il prezzo del grano si è abbassato del 40% ed il pane (in Italia) resta pressochè invariato

Continuo? no, non mi pare il caso. Aggiungo però un dato, anzi, un grafico.

Un confronto fra S&P-MIB, Nasdaq e Dow-Jones

Un confronto fra S&P-MIB, Nasdaq e Dow-Jones

In soldoni? A Wall Street gridano alla crisi peggiore di quella del 1929 e sono, sì e no un 10% sotto il valore di due anni fa. Qui da noi siamo il 35% sotto e…

E siamo alle solite. Il governo (qualsiasi esso sia) grida al “va tutto bene”. L’opposizione (qualsiasi essa sia) grida al “siamo in piena crisi”.

Mi si conceda la semplificazione dai tratti grevi: la fossa. Siamo nella merda fino alla cintola e qui, invece di spalarla assieme, si passa il tempo a tirarsela addosso.

E noi che facciamo?

Con cordialità

P.S. si vede che il budget mi ispira: è passato quasi un anno dall’ultimo post 😉

Leggo anche oggi il “brodo lungo” della finanziaria. Tagli? Meno tasse? Maggiori spese a favore dei più deboli? O maggiori? Minori incentivi? E a chi?

L’anno scorso l’hanno chiamato “assalto alla diligenza” della finanziaria. Quest’anno visto che di “tesoretto” si parla, scommettiamo che salteranno fuori “pirati” e “corsari”?

Con questo dubbio su come giornalisti ed i commentatori di professione coloreranno le grige pagine della spartizione dei nostri soldi, mi soffermo – ancora una volta – su altro.

La Finanziaria è – per quanto ho capito – la “correzione” sulla previsione di spesa per l’anno futuro. Quindi dovremmo avere:

1) un documento in cui viene dato il rendiconto delle spese passate. Documento che, dovrebbe chiamarsi “bilancio consolidato”

2) un documento in cui viene riassunta la spesa corrente

3) un documento in cui viene ipotizzata la spesa futura

4) un documento in cui vengono ipotizzate le correzioni alla spesa corrente ed a quella futura.

Posto che esistano – esistono? vi prego non aprite questa porta… – qualcuno dovrebbe saperli leggere.

O no?

Davvero qualcuno pensa che i signori e le signore che stanno seduti in Parlamento sappiano leggere il bilancio dello Stato? O le previsioni di spesa? Intendo dire i documenti in sè e non il premasticato che viene – spero – fornito loro in aula. Ne dubito.

Ne dubito perché leggere un bilancio di una azienda è tutt’altro che facile. Bisogna prendere i libroni, e riclassificarlo, ovvero spostare di qua e di là le varie voci per ottenere un po’ di parametri significativi (ROI, ROE, ROA ecc. ecc. ecc.).

L’attività in sé può anche interessante e divertente (!). Sì, divertente perché alla fine un qualche indicatore salta pur fuori. E se quanto scritto nel bilancio è veritiero può pure dare una mano a governare la redditività di una impresa.

Sapendo cosa sono ROI, ROE, ROA e compagnia cantante…

Torniamo ai nostri Parlamentari. E chiediamoci quanti dispongono di una vaga infarinatura di economia (la mia infarinatura è quella che deriva dagli esami di Economia ed Organizzazione Aziendale I e II di Ingegneria). La risposta è – stimo – “pochi”.

Ma questo è un male?

Dipende. Dipende da chi fa il “premasticato”. Queste persone, infatti, hanno un potere enorme. Imboscare 1.000.000 euro in un bilancio come quello statale non deve essere più difficile che infilarsi una penna bic nel taschino della giacca e “dimenticarla” lì.

Se queste persone sono veri servitori dello Stato allora abbiamo qualche possibilità di salvarci. Faranno quelche barbatrucco, e metteranno un po’ di fieno in cascina per quando l’inverno tornerà. E presumo che il signor Tommaso lo sappia benissimo. Tant’è che scommetterei una birra che sta “chiedendo loro” di preparare un premasticato tale da impedire il solito “banchetto selvaggio” dandogli pure, quest’anno, la sensazione di essere sazi.

Balle? Ipotesi strampalate? Forse. Nel frattempo ci spero. In attesa di vedere apparire il bilancio delle Stato (magari già riclassificato), le previsioni di spesa, la trimestrale di cassa, da qualche parte, magari sul sito del Parlamento, con un bel link ad un pdf.

In attesa non ci resta che sperare nei barbatrucchi…

Non hanno capito

19 settembre 2007

Non hanno capito. E’ ovvio da quello che si vede e si legge su giornali, televisione, internet: non hanno capito. Il soggetto manca volutamente nella frase visto che nessuno si riconosce come appartenente alla Casta. Parlatene con un sindaco o con un assessore: vi diranno che loro non fanno parte della Casta. Parlatente con un consigliere regionale o con uno scaldapoltrone di uno dei tanti enti inutili (via, siamo buoni, chiamiamoli “poco utili”): vi diranno che loro non fanno parte della Casta.

La Casta non esiste. Almeno dal loro punto di vista.

Ma il punto, mi si permetta, è un altro: è che semplicemente non hanno capito che “al di là di loro”, “oltre a loro” esistiamo noi e, sopratutto, esiste un modo diverso di vedere la cosa pubblica.

Ogni sistema è tutto sommato autoreferenziale. Un gruppo di amici, un associazione, un partito, una Casta. Ci si conosce, ci si da un peso ed un valore. Credo che sia naturale. L’errore non è in questo. L’errore è pensare che esista “solo” questo. E loro non hanno capito che stanno facendo questo errore.

“Loro” la chiamano “antipolitica”. E si noti. Non è solo perché la vogliono derubricare a fenomeno – sperabilmente transitorio – nel “loro” panorama. La chiamano così perché non hanno capito.

Troppo impegnati a scannarsi come squali in un Oceano Rosso – “l’Oceano Rosso della politica” potrebbe essere un buon titolo per un futuro post – non si sono accorti che “altrove” c’è un Oceano Blu, libero, aperto, ma soprattutto facilmente conquistabile.

E la cosa buffa è che i pochi che se ne sono accorti, non hanno i mezzi per conquistare quell’oceano. E guardano la marea che sale (300.000 persone hanno firmato: 300.000 mila, in un giorno, ti credo che gli venga la scacarella) c’è chi prepara il surf per cavalcare l’onda, chi guarda chiedendosi: “che è sta roba?”, chi dice: “sono come noi”.

No. Non è così. E’ indiscutibilmente “altro”. A partire dalle regole e mezzi di relazione fra “massa” e “leader”, regole che non mi sogno nemmeno di andare a spiegare a “loro”. Tanto chi legge qui, sa già benissimo di cosa sto parlando.

Ultima cosa: se hanno raccolto 300.000 firme c’erano 300.000 persone. Ma quante ce ne sarebbero ora a firmare? Non occorre essere fini studiosi di statistica o sociologia. Pigliate un numero da 5 a 10 e moltiplicate. Ovvero ballano dalle 1.500.000 a 3.000.000 firme. Cambiate la parola “firme” con “voti”… Direi che siamo più che sufficienti per spazzare via “i miasmi di questa imputridita palude che ormai è la Seconda Repubblica” [Giovanni Sartori, “La terra trema sotto la casta” prima pagina del Corriere di oggi].

E’ un Oceano Blu. E loro sono in un Oceano Rosso. Approfittiamone 😉

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Noticilla politicamente scorretta: Se qualche pirla pensa che “Oceano Blu” e “Oceano Rosso” siano locuzioni legate al colore di un qualche bandiera o qualche partito, vada davanti ad uno specchio e si dia quattro bei ceffoni. E’ infatti un buon candidato ad appartenere alla Casta. Il vero significato di questa locuzione è un altro. Per i pigri e/o coloro che non sanno usare Google ecco un link dove iniziare a capire: http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2005/11/strategia_ocean.html

Prima o poi doveva succedere… Ho resistito a lungo all’idea di crearmi un blog. Poi, alla fine, ho ceduto. Sono troppe le cose che meritano una riflessione, un approfondimento, una nota. Troppe per poi ricordarsi, in un secondo momento, cosa ne è saltato fuori, quali sono stati i percorsi di valutazione, le scelte fatte. Al momento, quindi, questo è più un luogo “per me” dove scrivere e descrivere il mondo visto dalla mia prospettiva. In futuro, beh, si vedrà.